M(ARCO)LAELIO M(ARCI)[F(ILIO)FAB(IA)]
IIIIVIR(O) VIAR(UM)C[URANDAR(UM)TRIB(UNO)]
[M]ILIT(UM)LEG(IONIS)XXII PIA[E FIDELIS---]LIO
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[CURAT(ORI)]
[RERUM PUBL(ICARUM)]VENUSINOR(UM)ETGLE[MONEN(SUM)]
[---E]T PATAVIN(ORUM)ORNATO SAC[ERD(OTIO)---]
[---]OR(---) PRAEF(ECTO)ALIMENT(ORUM)[---]
[FIL]IUS PATRI
A Marco Lelio, figlio di Marco della tribù Fabia,
quattuorviro addetto alla cura delle vie, tribuno dei soldati
della legione XXII Pia (Fedelis),
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ispettore addetto al controllo delle finanze
presso gli abitanti di Venosa, Gemona e Padova,
onorato del sacerdozio, prefetto degli alimenti;
il figlio (dedica) al padre.
Iscrizione dedicatoria, rinvenuta presso la Pieve di Nuvolento, conservata in tre frammenti, di cui uno a Brescia, II-III secolo d.C.
Il figlio elenca le cariche ricoperte in vita dal padre: Lelio aveva ricoperto varie tappe del cursus honorum senatorio, con il quale si poteva arrivare a ricoprire il consolato. Il quattuorviro viarum curandarum era una carica che durava un anno ed era il primo gradino del cursus: Lelio aveva in particolare il compito di sovrintendere sulle vie della città di Roma. Il secondo gradino consisteva in un anno di servizio militare come tribunus militum laticlavius: ci viene dato anche il nome della legione della quale era stato a capo. Curator rei publicae è una carica al di fuori del cursus honorum, probabilmente attribuitagli per merito personale; consisteva nell’ispezionare la finanze di alcuni comuni in cui potevano esserci irregolarità. Fu sacerdote e prefetto degli alimenti. Lelio fu un personaggio importante: un aristocratico che fece una brillante carriera politica.