Monte Covolo - santuario sommitale (1974)

 

Sulla sommità del monte Covolo, la cui vista domina sia l'accesso al lago di Garda che l'imbocco della Valle Sabbia presso Roè Volciano e lo stesso corso del fiume Chiese, è stato indagato nei primi anni Novanta un sito che mostra convincenti affinità coi cosiddetti brandopferplätze, santuari collinari dell'età del Ferro diffusi in Italia nelle Prealpi e Alpi centro-orientali fino al Tirolo. Paralleli sono stati suggeriti coi depositi votivi individuati nell'area gardesana (Rocca di Manerba, Rocca di Rivoli). Lo scavo, affidato nel 1993 alla guida di Gabriele Bocchio, ha portato all’identificazione di una struttura, interpretata come piattaforma o altare realizzata in lastre di roccia locale (dolomia). Il vano centrale, destinato a deposizioni e combustioni di offerte, veniva periodicamente ripulito e i residui scaricati sul fianco della scarpata. Due ordini di terrazzamenti artificiali correnti intorno alla struttura permettono di ipotizzare un accesso differenziato e regolato al rituale di partecipanti, offerenti e celebranti. La frequentazione del santuario, attestata dai materiali recuperati all’interno del vano e lungo la scarpata del pendio, si protrae dal VII-VI secolo a.C. fino all’epoca gallica (III-II a.C.).