Lucone A

Per il Bronzo Antico e per gli inizi del successivo Bronzo Medio le collezioni del Museo sono estremamente ricche e rappresentative grazie ai materiali provenienti dal sito palafitticolo del Lucone di Polpenazze del Garda in Valtenesi. L’area del Lucone è costituita da uno dei più conservati tra i bacini inframorenici che costellano l’anfiteatro morenico del lago di Garda. Si tratta di un’ampia conca, ora in gran parte bonificata, un tempo occupata da un piccolo specchio d’acqua. Le caratteristiche ambientali, unite ai numerosissimi nuclei di affioramento di materiali antichi, fanno di questa località un complesso di notevole importanza per lo studio delle dinamiche insediative dell’età del Bronzo. Il lago Lucone venne bonificato nel 1458 e, proprio dai documenti riguardanti la bonifica, veniamo a sapere che la sua forma originaria ricordava un paio di occhiali. Il sito archeologico era localmente noto già nell’800, ma venne riscoperto negli anni Sessanta, quando venne avviata una serie di ricerche, svoltesi tra il 1965 e il 1971 nell’area che ora viene denominata Lucone A. In seguito, nel 1986, G. Bocchio realizzò un piccolo saggio stratigrafico nell’area Lucone D, dove dal 2007 il Museo ha ripreso le ricerche. Al Lucone si conoscono cinque distinti insediamenti (A, B, C, D, E), che testimoniano come, dopo una fase tardo-neolitica/eneolitica (Lucone C), il bacino risulti abitato stabilmente per tutto il Bronzo Antico (Lucone A, B, D, E) e durante il Bronzo Medio iniziale (Lucone A). Già nel Bronzo Medio avanzato si assiste a una forte contrazione (parte del Lucone A), mentre a partire dal Bronzo Recente il bacino sembra del tutto abbandonato. L’area A costituisce forse l’abitato principale del bacino, con una vita piuttosto lunga e una situazione topografica decisamente complessa. I dati raccolti indicano che le prime fasi abitative furono di tipo palafitticolo, mentre in un momento successivo l’abitato era costruito su bonifica o direttamente sul suolo. 

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